Grassi Bernardi alla Roccia Nera – 2017/10

Roccia Nera (M.4075) – Via Goulotte Grassi-Bernardi

TD+ , 500 mt

2017/10/28

“Le condizioni sono buone, chissà per quanto rimarranno ancora così…bisogna approfittarne!!” incalza fede, stimolandomi per questa fresca gitarella. Così, nonostante le previsioni di vento forte (60/80 km/hr), partiamo verso il monte Rosa carichi come le molle per questa incredibile avventura. Le scarpette questa volta le lasciamo a casa ed imbracciamo le picche, fedeli compagne dell’inverno ormai prossimo!!

 

Purtroppo gli impianti di Cervinia sono chiusi quindi siamo obbligati a salire dalla Val d’Ayas, fortunatamente in nostro soccorso viene la jeep che ci risparmia un bel po di fatica e così ci rimangono solo 2 orette di avvicinamento che ci aiutano a smaltire il sostanzioso panino al lardo. Il bivacco è perfetto, pulito ed accogliente con gas e coperte. Fuori il meteo è veramente furibondo un vento da non stare in piedi, ogni tanto si sentono delle raffiche di vento da far piegare le lamiere del bivacco….il buon Fede aveva anticipato tutto guardando bene le previsioni meteo, mentre io, come al solito, sminuisco asserendo che al massimo prenderemo più freddo del previsto. 

Il giorno dopo partiamo, valutando un paio d’ore con calma di avvicinamento, ma come al solito il “con calma” non è nel nostro vocabolario e ci lanciamo nella solita corsa….dopo nemmeno un ora e mezza siamo all’attacco. Con nostro grande stupore vediamo delle frontali un centinaio di metri avanti a noi. Siamo increduli. Pensavamo di essere gli unici ad avere voglia di prendere tanto freddo e vento gelido e invece i nostri amici francesi ci accompagneranno per tutta la via intrecciandosi amorosamente alle nostre corde!!

I primi tiri procedono veloci lungo rampe di neve compatta e tratti di ghiaccio dove ogni tanto si può piazzare un bella vite da ghiaccio. Il primo tiro sono delle balze di roccia misto a tratti di ghiaccio per finire su di un pendio di neve che porta veloce al vero inizio della via: la prua del lato destro del diedro di sovrasta e il ghiaccio da largo si fa via via più esile scomparendo alla nostra visuale all’altezza della prua. Speriamo di passare senza fare troppa arrampicata su roccia. La linea di ghiaccio ora si fa più interessante e offre dei bellissimi tiri ben chiodabili fino ad arrivare sotto la prua in cui il ghiaccio scompare per un breve tratto offrendo un bel passaggio di dry che comunque è  ben protetto da un friend e un chiodo. Si susseguono altri tiri interamente su ghiaccio fino all’ultimo tiro che è uno dei più belli e verticali, con qualche passo delicato ma ben chiodabile e friendabile. L’uscita è sferzata dal vento e ci obbliga a correre oltre la cornice.

Soddisfatti dell’arrampicata ma inseguiti dal vento gelido, facciamo 2 foto di vetta e ci lanciamo giù dal facile versante sud della roccia nera e raggiungiamo il rifugio. Finalmente dalle 5.30 di mattina riusciamo a mangiare e bere qualcosa: un the un po di frutta secca e via verso la jeep che ci aspetta. Birrette obbligatorie ovviamente e via di ritorno per cena a Padova. Ogni tanto sono proprio delle corse contro il tempo ma ne vale pena.  

So che non serve ma qui c’è la traccia gps!!