“Eliana” Vietta plaisir

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Via Eliana, Punta Civetta, Monte Civetta
600 metri di sviluppo fino al VI+ con un tratto di VIII+ (7a+)
(più 330 metri di zoccolo)
Aperta il 27 luglio 1995 da Renato Panciera e Mauro Valmassoi

 

Ho appena finito di lavorare con dei frenetici bambini in falesia, quando mi arriva un messaggio da Daniele che mi propone di fare una vietta il giorno seguente. Sono mezzo influenzato, i bambini che avevo gestito per qualche giorno non hanno avuto pietà. Immagino già che se rispondo di si saranno solo guai e quindi  gli scrivo:

“Certo sono libero…ma andiamo a fare qualcosa di tranquillo che non sono proprio in bolla!!”

“Non ti preoccupare!! Andiamo a fare Eliana…che dici??”

Ecco lo sapevo! Sono spacciato.

Faccio finita di non capire!

“Quale??”

“Quella in Civetta…ho già recuperato la relazione!”

Era ovvio, che domande! E così mi son fregato con le mie stesse mani…non posso certo tirarmi indietro ora dopo che ho dato mezza conferma. La voglia di fare qualcosa con il fratellone è davvero tanta ma non voglio ritrovarmi in queste pessime condizioni post influenzali. Mi faccio forza e penso che magari qualche bicchiere di vino e un bel po di riposo mi faranno tornare come nuovo.

L’organizzazione come al solito è molto complicata, decidiamo solo l’ora della sveglia facendo due rapidi conti: se vogliamo essere alla base della via (dopo il classico zoccolo sbricioloso!!) alle 7, dobbiamo svegliarci alle 5…io propongo 4.30 ma l’idea prontamente viene bocciata. La sveglia è come al solito a dir poco traumatica, capisco che il vinello e le poche ore di sonno non sono stati molto efficaci, preoccupato per il necessario recupero mi premunisco di liquirizia.

Mentre inzuppiamo due biscotti alla crusca nel caffè prepariamo il materiale e siamo pronti. Saliti in auto  da Sommariva in nemmeno mezz’ora siamo a malga Pioda…non faccio a tempo a mettere lo zaino che Daniele è già avanti 100 metri…testa bassa e via. Alle 6 siamo al Coldai…Daniele mi guarda e sorridendo:

”…hai visto che ci si mette poco ad arrivare al Coldai!?”

Con qualche spasmo lo guardo e cerco di sorridere mangiandomi una liquirizia (è solo la quinta… mi sento molto Indiana Pipps!!). Riempiamo due bozze da mezzo litro da un rigagnolo…giusto il tempo di tirare il fiato e poi… via di nuovo di corsa. Mentre i colori del mattino si fanno più intensi e per un attimo (piccolissimo infinitesimale attimo!) ti dimentichi la fatica che stia facendo, ci lanciamo con rapida scalata all’interno della parete delle pareti. Percorriamo lo zoccolo rapidi superando diverse cordate. Molti dei climbers li conosco ma non ho nemmeno il tempo di salutarli per riuscire a star dietro a Daniele: un treno inesorabile che va avanti anche senza benzina.

7.15 e Daniele, velocissimo come al solito, è già arrivato alla prima sosta. Nei miei primi tiri in alternata mi sento molto duro e inchiodato ad ogni movimento, salgo lento, forse un po troppo lento. Infatti Daniele mi guarda con disappunto richiamandomi all’ordine…ha ragione non ci arriveremo mai in vetta se continuo con questo ritmo, devo cambiare registro. Ce la metto tutta e prendo ancora un paio di liquirizie (Indiana Pipps è un incompetente!).

Non son troppo preoccupato anche se non vado come dovrei, tanto so che ho la motrice attaccata all’altro capo delle mezze. Un tiro dopo l’altro li portiamo fuori in libera, bisogna stare attenti, la roccia non è belllissima ed è solo la seconda ripetizione….la linea comunque è uno spettacolo: un sistema di fessure e diedrini neri che si alternano a piccoli tratti di placca a buchetti svasi. Amazing!

Incredulo vedo “il Balota” faticare su un tiro di VI+, non ci posso credere…e ora come ne usciamo?siamo solo a metà parete (almeno così spero!). Mi lancia una proposta: “Ci caliamo!!??”…faccio finta di non sentire! Mangiamo dei biscotti alla crusca (avanzo della colazione) e guardiamo l’ora…le 12 e siamo al tiro chiave. Non sembra male. Guardo la relazione dal cellulare e non capisco nulla…ci troviamo proprio fra una foto e l’altra, la descrizione del tiro successivo non combacia con l’evidente linea d’arrampicata che ci aspetta. Qualcosa non quadra!!

“…noooo!! due relazioni diverse!!” ovviamente imprecazioni come se piovesse.

Sembra di rivivere dei momenti passati….la cenchia erbosa.

Non ci scoraggiamo e incito Daniele a partire, arriva a metà tiro ed è esausto…armeggia un po e poi grida “Sostaaa!!”. Arrivo…moooolto bene: sosta su un solo spit da 8. Faccio finta di niente prendo il materiale e via a finire il tiro verso direzioni sconosciute. Provo un po dritto sulla verticale della “sosta banzai” ma nulla, finalmente trovo un chiodo sulla sinistra e quindi la via. I passaggi son duri ma chiodati e dopo poco sono in sosta: finalmente due chiodi buoni. Sono più tranquillo e rilassato, la scarica di adrenalina mi ha fatto risorgere…continuo a mangiare liquirizia. La mia arrampicata finalmente si fa più fluida e sicura e dopo un paio di tiri impegnativi e di ricerca (ovvio siamo senza relazione….o meglio abbiamo la relazione di un’altra via!) ci troviamo in cima a Punta Civetta.

Non sono nemmeno le 16.00. Soddisfatti e spappolati ci abbracciamo! Ancora una volta la cordata delle “Balote” nonostante le difficoltà raggiunge la vetta. Mangiamo le ultime briciole di biscotti rimanenti e poi via giù di corsa per la ferrata fino al Coldai dove ci gustiamo la meritata birra.

Purtroppo non si arrampica molto assieme ma ogni volta è speciale: l’avventura è sempre garantita anche su viette plaisir.